ASTUZIE FEMMINILI
OPERA COMICift IH DUE ATTI
DIVISI IN QUATTRO PARTI
MUSICA
Composta iieir suino 1984
Rnppresentata nel Teatro Filarmonico di Napoli nel Carnevale del 1871.
11 libretto è sfalo per quelle scene ridotto da
lilixrieo Oolisolani
Dritti di Autore di T. Cotti au rieir Italia e nell' Estero per la stampa « per la rappresentazione, 'tf^lla niiisjjpa e d?»lla poesia.
Ke{.;ÌJ5traziorie N, 1285 ;\1 Ministero di Agr. Ind.
e Commercio, per gii eil'elti della Legge -^5 giugno 1865, «e de* Ti ;>tt4\!ti Internazionali.
-"x^MMLlMENTO MUSICALE T. COTTllAU
LE
ASTUZIE FEMMINILI
OPERA CO]«ai€A IJV DUE ATTI
DIVISI IN QUATTRO PARTI
MUSICA
IDI aXl^Jì^lEòO&Jt^
Composta neir asiRO 1784
Rappresentata nel Teatro Filarmonico di Napoli nel Carnevale del 1871.
Il libretto è stato per quelle scene ridotto da
Eixr^ico Oolisoiaxii
Dritti di Autore di T. Cottrau neir Italia e nell' Estero per la stampa e per la rappresentazione, della musica e della poesia.
Registrazione N. 1285 al Ministero di Agr. Ind.
e Commercio, per gli effetti della Legge 25 giugno 1865, e de' Trattati Internazionali.
STABILIMENTO MUSICALE T. COTTRAU Napoli. — Piazza S. Ferdinando 45.
PERSONAGGI
Il signor Giampaolo, possidente Napoletano Bellina, pupilla del Dottor Romualdo Filandro ,
Ersilia, confidente di Bellina Leonora, governante
La scena è in Roma.
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ATTO r*I^IMO
Una stanza in casa di Bellina, Porta in fondo ed a dritta.
SCENA 1.
Dottor Romualdo j con una carta tra le mani, Filandro e Bellina, tutti seduti. Ersilia in piedi. Bom. (a Bel.) lo ho già letto, ed ho riietto :
Non c'è equivoco ma è schietto. È del padre tutta vostra, La grandiosa eredità. Ma con questo, eh' abhia effetto Il contratto nuziale Stabilito con quel tale Che da Napoli verrà. IVs. Ma se quel non le piacesse? FU, Ma se alfin non lo volesse? Bom. In tal caso, solamente.
La legittima le dà. Bel. E siffatto testamento
Annullar non si potrà? Bom, Dei statuti il sentimento
In contrario per voi stà. Ers. Io dirò che voi sbagliate. FU. Sì sbagliate, Dottor caro 1... Bom. Son Dottore, e non somaro! (alzandosi) Baldo e Bartolo, ho studiato. In utruque laureato Fo nel mondo autorità ! E a un mio pari dir: sbagliate, ^ E una gran temerità ! Bel. V'acchetate, mio Dottore! Bom. No, non sbaglio, no^ signore! Bel. Io per me di \oì mi fido
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Bom. No, non sbaglio, e me ne rido!. FU. Bel. Ers.Vì'à^ non più, non v'accendete^
Ma pensiamo con quiete
A far quel che si potrà. Hom» No, non sbaglio, ve Tho detto!
Nelle leggi io son provetto !
Ogni Giudice lo sa!... Il codice prendiamo... FU. Basta: basta:
Sbagliamo noi: perdono!... Bel. E intanto in questo caso disperato
Che deggio far? Ers. ^ Pregar il ciel pietoso
Che per viaggio crepar faccia lo sposo, Beh Sprecar sarebbe il fiato.
Il mio futuro sposo è già arrivato ! Bom. (Oh per bacco !... FU, {con dolore) Che sento ! Bel. All'arte allora
Soccorso cercherò: farò di tutto
Perch'egli fugga via!.,. Ers. lo sono pronta a far la parte mia! (esce) Rom, Baldo questo non vieta, e anch'io v'ajuto.
(Io tutte l'arti adoprerò del foro,
Per non perdere in lei bellezza ed oro! )
(esce)
FiL Ecco adesso finita, ogni lusinga
Di poter conseguirvi — Addio per sempre, Adorata Bellina! Bel. Ah! no, Fihmdro caro, ancora estinta, Non è già la speranza. Ilo spirito, ho coraggio, ed ho costanza I FU, Non più, non più kisinghe: Lasciatemi paitire. Mi sento, oh! Dio! morire. Ma deggio vi lasciar. Bel. No, no, non partirete
Se mi bramale in vita. Son ri so hi ta, e ardita : Lasciatemi pensar!... A 2. Qual smania in petto io sento!
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Che rabbia! che tormento!
Mi sento tutta in seno,
Quest'anima agitar!... FiL La vista d'un rivale,
Non voglio sopportar. Bel. Restate sempre uguale.
Non state a dubitar.
Se siete — a me fedele,
M'avete — a secondar. FU. Ma lo sposo è già arrivato. Bel, Ma, P anello non ho al dito FiL Ma l'affare è disperato... Bel. Ma l'affar non è finito, A 2. Qual smania in petto io sento.
etc. etc.
{FU. esce)
SCENA IL
Ersilia e detta. Indi dal fondo Giampaolo.
Ers. V è un signore, alla porta, e di voi chiede.
(a Bel.)
Bel. Ei sarà certo il fidanzato mio.
Vieni e m'ajuta un pò col tuo talento Per fargli il meritato accoglimento!
{esce con Ers.) Giam. {entra guardando d'intorno, indi dice) Son curioso di vedere,
Della sposa mia la faccia,
0 mi piaccia, o non mi piaccia
Me la devo giìi mandar. Qui si tratta d' una sposa
Che denari assai mi porta.
Che sia gobba, o pur sia storta,
Me la faccio dirizzar! Zitto. ..zitto... finalmente...
Di qua sento venir gente...
Posso almeno domandar.
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SCENA III.
Ersilia, Leonora, Romualdo, e detto
Già,, Servo umilissimo! fad Ers, che esce per la prima) Ers, Cosa volete ?
Di chi cercate?., chi domandate ?
Tempo da perdere con voi non ho! (entra) Già, Ma se fuggite — e non sentite
Come diavol parlar potrò ?
Quella ragazza sarà servente.
Cosi mi lascia, nè sa chi son
Voglio bussare — e tempestare
Cosi qualcuno uscir farò. Leo. Ers. (uscendo) Chi è questo beli' umore Che viene a far rumore Con tanta inciviltà? Già. Cospetto! mia Padrona!., (a Leo.)
(Costui come è qua!) (guardando Boni.)
Io son quella persona
Che lei comprende e sa. Rom, VMntendo, si, v'intendo, Leo. Capisco, si capisco! Ers. Signore, vi son serva Leo. Signor, vi riverisco! Già. Signori, io mi stupisco :
Che scena è questa quà? Leo. Ers, Rom. Siete voi quella persona?
Ah, ah, ah, ah, ah, (escono L. ed Ers.) Già. Si fan beffa di me!... attenda un poco.
Mio signore ! (Firmando Ro.) Rom. (Per bacco! io lo conosco!)
Già, Signore ospidaliere !.. Rom. Zitto., chiamami..
Qui il dottor Romualdo! Già. Dottor tu, che il servente
All' ospedal di Napoli facevi ? Hom. E a forza di sudore
Adesso son Dottore! Già. Sia quel che voi — ma, di, dov'è la sposa?
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SCENA IV.
Bellini, e detti.
Rom. Eccola! (Be, s'inchina modestamente) Già, Ohi alfin! vezzosa
Signorina, lo sposo destinato
A lei dal suo Papà la riverisce!.. {Be. s'inchina c.s.) t^Ma dico!.. Té una sposa {piano a fìo) Che non parla? Barn, (E assai timida!
Ma lascia fare a me) Che c'è, Bellina, Poco gradito effetto Il signore vi fè ? Bel. (con spirilo) Chi ve l'ha detto?
Sono allegra, son conlenta
Dello sposo che vedete Egli è un uom se non sapete.
Che il mio genio va a incontrar. Egli è pronto presto presto
Di sbrigarmi da ogni noja.
Ed un altro io tutta gioja
Andrò subito a sposar Dopo voi già ho preparato,
A quest'ora un uffiziale. ,
Ho nel petto un cor marziale,
E alla guerra voglio andar. Ma già un colpo di moschetto
Me lo toglie.., oh poveretto.
Ed io allor che avrò da far? Per tre di la tista sorte
Piangerò di quel meschino..
Ma un maestro ballerino
Mi sta dopo ad aspettar. Per me il ballo è un gran piacere.
Non mi posso trattenere
Se si nomina il ballar!.. Alla fine un giovanotto
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Di collegio appena uscito. Sarà r ultimo marito Ch'io mi voglio ritrovar!
{Be. esce con Ro,)
SCENA V.
Leonora, e detto.
Già. (sorpreso)
Così parla una sposa al fidanzato?
Qual asino trai suoni io son restato 1 Leo. ( uscendo sottovoce dice in fretta a Già. )
Signore — vi son serva — io del dottore
Son la governatrice — ed ei promessa,
Mi diè di matrimonio — ma l'iniquo
Ama Bellina eh' è la sua pupilla
E sposarla vorria. Già. (Oh! maledetto)
Ospedalier !. Leo. (c. s.) Di più v' è un suo cugino
Questi ch'or vien di là — che pure l'ama
E aspira alla sua mano.
Quindi all'erta, signore! — state sano!
(esce)
Già, Ah! sposina del diavolo!., vi voglio Tutti ammazzare!..
SCENA VI.
Filandro, e Giampaolo, indi Romualdo
P'^^' (È certo il mio rivale!)
Buon di, signore, di Bellina forse
Lo sposo eir è ? Già. {con ipocrisia) Cioè., lo sarei stato.
Ma ora ho penetrato
Che al tutor diè parola di sposarlo,
Quindi non vo saperne.
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FU Al suo tutore ?
Possibil ?
Già, Ve lo giuro.
FU, Ah ! e dov' è un ferro ?
Già, (cavando uno siile ilo e dandolo a FiL)
Eccolo... ei vieu... senza pietà lo scanna!...
(andando incontro a Ho, die enira, gli dice piano) Non sai la novità ? lascio Bellina !
Rom, Che!..
Già. Seppi uientemen che dessa è cotta.
Per quello là! (indicando FU.) Rom, Ah ! birbante !
Già. Che cos' hai ?
Rom. Sappi, giacché tu v' ahi rinunziato,
Che Bellina adorava, ma di lui
Nulla sapeva. Già. Vuoi finirla ?
Rom. Oh! bella !..
Già, Bruciagli le cervella !
(cava una pillola e gliela da)
Ed ora a voi !.. (si irae in fondo) FiL (avanzandosi) Dottor r
Rom, Sig. Filandro,
Bellina è mia. FU. No, è mia.
Ro?7i. Va, la! non farmi
11 gradasso 1 FiL Buffone, all' armi !
Rom. All'armi !...
FU. Tu cadrai per questo ferro ! Rom. Avvampar ti vo di foco 1 a 2. Non v' è scampo, non v'è loco,
Che ti possa liberar!. Già, (Oh ! cospetto ! qui davvero,
Pare a me che voglian far! FU, A te fido ! (a Già,) Rom. Caro amico ! (a Già.)
Già. Non temer! (a Già.) Son qui, ti dico!
a (FiL)
FiL (Ah ! quel fuoco maledetto Fa tremarmi e traballar!
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Roni. (Qiiel coltello maledetto.
Fa tremarmi e traballar ! Già, (Oh! che nobile terzetto.
Qui tremando siamo a far !
SCENA VII.
Bellina, Leonora, e detti.
BeL Ma eh' è questo ?
Leo, Ma eh' è questo?
BeL Lei mi sembra un'imprudente! (a Già)
Be. Le* Che baldanza è questa qua?
Già. Come siete impertinente !
E lasciateli scannar ! Ro, FU. Impunito non andrai :
Ci vedrem : non mancherà. Le, Bel. Basta, basta: è tempo ormai
Di non far pubblicità ! Beh Tu, Filandro.. Sor Dottore.
Dite almeno voi, signore, {a Già)
Perchè lite si fa qua ? FU. Ingrata, T intendo — le astuzie comprendo.
Nel barbaro core — non hai fedeltà.
Tradirmi, sprezzarmi — schernirmi, cambiarmi!
Oggetto si fiero non vo più guardar ! BeL Cosa dite... ? quel signore
Favellate ! (a Già) o mio Dottore
Ch'io meschina eh' io tapina.
Più confusa mi son già. Itom. Pupilla malnata — sei rei già convinta,
Sarai processata — ti vo confiscar. Mi burli, m' imbrogli^ mi tratti da zucca. Un uom di parrucca — non sai rispettar. BeL . Deh! dimmi, tu, amicai
(a Leonora)
Leo. Lo sposo vel dica:
Lasciatemi star. Già. Ah! sposa falsaria — è chiara 1' accusa!
Sei vinta, confusa — non vo dubitar.
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C'è questo, c'è quello — in vostra malora Via, sloggi signora — per me lei non fa. Tutti Che garbuglio!... che scompiglio S' è confusa la mia testa. Una lite più funesta Non potevasi intrecciar.
{escono tutti meno Rom.)
PARTE PRIMA
Giardino. Gruppo d' alberi in mezzo. A sinistra Casina con finestra praticabile.
SCENA I.
Romualdo.
Rom. Ah ! non ne posso più ! la troppa bile Lo stomaco m'ha tocco ! ma l'avranno Da far tutti con me,
{sedendo ed asciugandosi il sudore)
SCENA IL
Ersilia e detto.
Ers, Signor Dottore !
Che cos' è mai? dagli occhi
Vi vedo schizzar fuoco !
Che avvenne con Bellina? dite un poco. Rom, Vengono circoscritti
Gli effetti delle nozze di Bellina
Per fatto criminale,
Che decider dovrassi in TribunalOc Ers, Davvero ! oh ! quanti guai !
Eh ! buon per me, Dottore mio garbato,
Che lungi sto d' amore
E assoluto dominio ho sul mio core. D'amor la face
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Turba la pace, E toglie al core La libertà. E il Sor Dottore Quel pizzicore So che nel petto Provando va. Rom, Si, si, burlami pure — Ho decretato Bellina vo malgrado questo e quello, E le sentenze mie son senza appello!..
(esce)
SCENA III.
Leonora dal fondo, Ersilia.
Leo, ^ Vieni Ersilia, tu pur servir dovrai
Alla bella commedia
Che bellina allo sposo qui prepara
Col suo Filandro. Ers,, Dunque rappaciati
Son dessi ? Leo. Si Bellina
L' amante persuase, che la scena
Di poco fa (li cui t'ho già parlato
Fu del Napoletan solo un astuzia Ers. Davver! Leo. Più non tardiamo
Ed il resto saprai Ers. Ti seguo andiamo.
SCENA IV.
Filandro, indi Bellina, infine tutti come verranno indicati.
FU, Qui dolcemente spira
Soave zeffiretto :
Venisse il caro oggetto
Quest'alma a consolar! Bel. Qui dove a voi s' aggira
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Trai rami l'augelletto, Venisse il mio diletto Che il cor mi fa penar l FiL Amata mia Bellina Bel. Filandro, mio tesoro. a 4. Per te languisco^ e moro
Sto sempre, a sospirar! Leo. {accorrendo dal fondo)
Vi vengo a dire, Bellina cara,
Che un grosso danno vi si prepara. Io ve V avverto, allerta statevi Che D. Giampaolo come un diavolo. Vi va cercando di qua, e di là. Bel. e FU. 0 noi meschini — o noi tapini!
Presto, solleciti fuggiam di qua. Ers. (accorrendo dal fondo)
Vi vengo a dire con secretezza, Che tutto furia, che tutta asprezza Lo sposo adesso qui viene armato, Un brutto schioppo ha caricato. Ed a momenti v'ammazzerà. Bel. e FU. Ove mi salvo? ove m'asconde? Ers. e Leo. lo mi confondo — mi perdo già!
(si celano dietro il gruppo d'alberi meno Leo. che entra nella Casina ) Giampaolo (dal fondo con uno schioppo in mano ) Zitto, zitto, cheto, cheto Tra le siepi , e le verdure Trovar voglio chi indiscreto Un mio pari corbellò. Nè si creda la marmotta Ch' io la spari per finzione Ma la botta saia botta Che giammai lei non provò ? Bel. (Me meschina!., come ò armato!
Tremo! oh ! Dio ! mi manca il fiato. Sento il piè già traballar! Giam. Chi mi sente qui di dietro ?
(vedendo Bel.)
Bel. Ah! Signor! pietà! pietà! Giam. Or non posso più sparar!
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Bel. (Avvilito s'è di già!)
Giam. Tu di sposarmi tenevi l'obbligo,
Or scritturali, tutori, e cancheri
Perchè mi seccano? dimmi ora qua. Bel, lo voglio attendere ora al contratto, -
Colà seguitemi: il tutto è fatto
{indica la casino)
Il matrimonio son presta a far. Giam, Or mi risusciti in verità !
Giam. (S' avvia nella Casina e sale» Bel. rimane in
iscena)
Leo, (di denlro la Casina)
Gente... gente... qui accorrete Gente... gente... aiuto... aiuto, Che assalita — io sono qua. Bom, {accorrendo dal fondo)
Cosa ?
Bel. Come ?
Ers. Che vi avvenne*?
FU. Che fracasso è questo qua?
Leo. (uscendo nel giardino)
Un armato malandrino,
Grave oltraggio fatto m'ha. Bel. Ers. FU. Ah! dov'è quest'assassino? Boni, Dove sta quel malandrino ?
Leo. Lo vedete — eccolo qua.
(iìidica Giampaolo che comparisce alla finestrina della Casina) Giam.. Cosa dici? per pietà!.
Tul. meno Giam. Oh ! ribaldo, seduttore, Alle femmine l'onore Vieni armato ad insultar 1 Giam. Sta ubbriaco il Sor Dottore ! (dalla finestra)
Ora io scendo, e le signore, Voglio bene consolar!... FiL Fa per me quest' accidente ! Bom. Io ci ho gusto veramente ! FU. Già Bellina, il colpo ha fatto, Bom. Più vigor non ha il contratto. FU. Quel scioccone manifesto,
Più rivai non mi sarà. Hom, Mi prolesto mi protesto
Ch'egli sposo non andrà. Ers. Bel. {ridendo)
Che piacere ! Che diletto. E' i merlotti a corbellar ! {venendo m iscena) Giam. Ah ! briccone sfacciatene,
Paventate il furor mio. Non si fan tai bagattelle A un signor^ come son io 1
10 v' ammazzo, quanti siete. E per Roma, affé vedrete^
11 diavolo ballar !...
Tilt, meno Già. Taci o là : la cosa è .trista. .
Testimoni siam di vista. Per te scusa, non ci sta!
Giam, Ma lasciatemi parlar !...
Tulli Zitto... zitto... via sentiamo ^
Quent' imbroglio come va.
Giam. Questa qua là m' ha mandato.
Là quest' altra, ci ho trovato, Io salendo, essa gridando Voi venendo in comparendo. Son creduto un birbaccione, E frattanto la ragione, Non poss' io neppur contar...
Tutu Assassino... malandrino
Zitto, zitto, zitto là. Non si badi più a far ciarle: Farem quel che si conviene ! Questo è un fatto che ben bene. In giudizio deve andar. Voglio far tanto rumore, Che di questa ria baldanza, Contro chi non ha creanza Ben mi voglio vendicar l
Fine deir allo I.
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ATTO SEOOISri>0
Stanza come 1' Atto I. — Prima scena.
SCENA I.
Romualdo^ Ersilia e Leonora, *
Neo. (( Signor Dottore, badi come parla:
« Io sono donna onesta... Rom, (( Zitto là ; deggio pria ben liquidare (( Che sine intelligentia (( Là ti trovasti col Napoletano {( E poi r accesso avrei di questa mano (( Ma sino a che non consti il si o il no (( Dovrai restare nello siaiu quo Ers. a (Leo.) « Vuol spacciarsi di voi
(( Con tal pretesto — è questa la sua mira Leo, (con rabbia)
(( Ma io ho tante protezioni e tante Rom, (( Innanzi a me son nulle tutte quante {( Son dottor Laureato, « E io solo avrò ragione (( Giacché la turpe azion da voi commessa (( Discioglie formalmente ogni promessa. Dichiaro e mi protesto: Farò formare un atto Che tutto annulli il testo Del nuzial contratto Se con alieno mascolo La donna si trovò. Ers. a Leo. Ah ! ah ! signor causidico Avete ben- dell'asino E credere un ridicolo Il Tribunal vi può Rom. Signore, non corbellino
Io son dottor ben franco. E il nero sopra il bianco Ben mettere lo so.
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Ers, e Leo, Signor dottor bellissimo D' imbrogli mastro siete Ma se la' vincerete Con femmine non so (escono tulli)
SCENA II.
Bellina e poi Filandro,
Bel, Una novella astuzia {esce pensosa)
Bisogna ritrovar FU, ( Cìilr anelo con ima lellera in mano) Gara Bellina Perduti siam — leggete Ciò che il Napoletano andando via Come una belva, or ora M' incaricò di consegnarvi
(le dà il foglio) Bel, (lo prende e legge) (( Donna !
« Qui mi si vuol burlare^ ma, sentite, (( Se tra mezz'ora voi non mi sposate, ({ Col mio contratto in man farò citare ({ Voi, la governatrice, (( L'eredità, Filandro, il testamento, (( Il tutore, il pupillo
« Ed anche il morto, se mi salta il grillo l FU. Ascoltaste ? Bel, (pensosa) Ascoltai FU, A favor suo
Milita la ragione — io v'ho perduta !
(per andarsene) Bel, Ahimè ! partite ? e dove andate ? FU. Corro Ad arrollarmi in qualche reggim.ento A pugnare... e a morire 1 Bel, Ebbene ! anch'io
Rinunzio alla mia dote Senza dare un sospiro. E vo a finire i giorni in un ritiro
5
18
FU. Ah ! Bellina ! che sento ?
Voi in ritiro ? BeL E voi al roggimenlo ?
A 2. Da palpito atroce
Mi sento assalir
Mi manca la voce
Non posso partir. BeL iVdesso comprendo
La forza d'amore ! FìL Adesso il mio core
Sa cosa ò soffrir 1 Bel. Partito non siete ?
FU, Oui ancora restate ?
A 2, Che prim^ partiate
Io sto ad aspettar. BeL Da bravo
FiL Da brava!
Bel, Coraggio FiL Su ardire !...
(s' incaminano per diversi lati ma a un tratto rilornano ambedue lentamente) A 2, Mi sento morire
Ma deggio restar!..
SCENA HI.
Ersilia e detti.
Ers. Allegri ! allegri !
BeL Che c'ò mai ?
Ers. Leonora Con quel suo protettore, il generale Venuto con la moglie ad abitare In questa villa e che per voi s'impegna, Pensò farvi eseguire ora due scene Che avran per scioglimento il vostro imene
Bel. E (la ver?
FiL Come mai ?
Ers. Ella v'attende... tempo non perdete
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E che dovrete far tosto saprete
(escono)
SCENA IV.
Giampaolo e Romualdo dal fondo dialogando e detti.
Bom. Ma ascoltami...
Già. Va al diavolo!...
Con le tue gherminelle avvocatesche
D'invilupparmi cerchi
E far che io sposi la governatrice ! Hom, La dei sposare, dopo
Il fatto di ieri sera !.. Già. Va ch'io voglio
Solo Bellina!., (alzando la voce) fìom. E questo è un altro scoglio
Bellina non ti vuole. Già. Non importa
lìom. Non importa ?.. un momento
Non è questo di Baldo il sentimento !
10 son dottor di legge F son dei scrupolosi Ma son d'opinione Trattandosi di sposi
Che in 'primis nelTunione S'ha al genio da guardar, E vero che spessissimo
11 genio è sedatore
E al genio sol chi attaccasi Commette un grosso errore Ma io son persuaso Che voi non siete al caso. Capitemi... intendetemi É chiaro il mio parlar.
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SCENA V.
Leonora e de Ili,
Leo. Ah!... Dottor!... Giampaolo! oh! che sventura
Già. Che fu ?
Rom» Parla.
Leo, La nostra
Bellina, disperata... Già. e liom. Ebbene ?
Leo. Con Filandro... ahimè! è scappala!
Rom. Che !
Già. Scappata la sposa!
Rom. Su ir istante
Facciam per la città perquisizione. Giaììi. Voglio che nasca un'insurrezione.
{menlre s'avviano in freila viene)
SCENA VI.
Ersilia, e detti.
Ers, Ah ! signori... un furente uffiziale Con un palmo di baffi Viene qui con soldati Di schioppi e sciable armati.
lìuìn. Un uffiziale !
Già. Che altra storia adesso !
Rom» E che vuole ?
Ers. Chiedetelo a lui stesso
(esce con Leonora).
SCENA VII.
Filandro da uffiziale ungherese seiifuito da soldati e detti.
FiL (affettando pronunzia straniera) Una pessime priccone
Vo cercando dove sta Allo sparo del cannone Questa casa in terra andrà Ah ! mie truppe, foche, foche ! Assaltate, date sacche (cavando la spada) Ziffe, zaffe, ticche, tacche Fate a pezze tutte qua Poveretto uffìziale Frutte palpile m' assale... Se mie pelle star perdute Io morute — sono già. Hum., Ma, capitano mio, lei qui che cerca? FU. Une ragazze pelle
Che appunto questa sera Mi doveva sposar. Già. Ed è fuggita 'i
FiL Ja, Ja, s'è innammorate come pestie D'un giovane chiamato Fil. Filardo ! Pioin. Già, Filandro !
FU. Ja!... io vedute fujamente
E arrirate pirpante giovinette L'ho tosto imprigionate Ma furba sposa mia nix più trofato
Rom. Ma qual Filanrìro ?
FiL ^ Quelle Che state scritturarle in questa casa
Hoin. Egli è desso !
Già. Sappiate
Che avere anche rubate moglie mia
FiL Ja ?
Già, Ja, e se non scannate il furibondo
Costui ruba le mogli a mezzo mondo! FU. Per ora io voglio mie ragazze. Vista
L'ho in queste case entrare
K se qui non trofate
Passare tutti quanti e fìl di spale (enlra) lìom. Dottor perduto sei !
Già, Scappa, scappa... (mentre vanno per fugg
22
SCENA Vili.
Bdli/ia da ungherese e detti — • seguita da soldati.
lìoih. Chi vedo !
Già, E chi è costei ?
Bel. Ah ! signori il caro amante
M'ha tradute, ah rio pirpante!
Ed a colpi di pistole
lo mi voglio vendicar
AUo7u\ fatti e non parole
Preste sciable qui cacciate
E a me appresse su maiciate
A gran passo militar
Maisciozzine disgraziale
Se tuo amante non trovate
Chi potute consolar ? Ro7iì. Ah ! capisco !.. la raoghe
Del mustacchion quest'è! {piano a Giani.) Bel. Dite prestissime
Dov'è mio capitane ?
Feduto qui venire, e qui lo voglio Già. Ma non è lei fuggita con Filandro ? Bel. ^ Grand'asine tu state.
Già. Mille grazie..
Bel. Capitane è priccone ! prima fatte
Amore con ragazze
Che si ciama Belline
Mi afferrate costei
E serrate in mia casa, e per dispetto
Fatte amor con Filandro
Capitanie ha costui posto in prigione
E io voglio. liom. Adagio tutto sarà salvo
Promettete Bellina consegnarci
E noi lo sposo vi daremo Bel, Ja ?
Prometto.
Già. E j'ì, tei diamo... Eccolo qua.
23
SCENA IX.
Filandro e detti.
FU. Tu qui perfide!... {cavando la sciabola)
Ilei. Aiuto !...
Bum. Signore !
FU. Nain, nain, presto mazzate
Donna infedele, e teste a me portate ! bel. Ah ! fermate. Boni. Deh fermate!
ìiel. Camerate, non taiiale
Già svenute, già perdute
Poverine — maisciozzine
Non trovate carità. Già. {cercando d'inlerporsi e affettando la lÌ7igua di
Filandro.)
Lanze manze frinse munze.
Linze sciunze scolTel funze
A metressa — la cavessa.
Non conviene di tagliar. Honi. Il tagliar non ò legale
È nn delitto capitale FU. Non ascolto — ho un cuor bestiale.
Pezze pezze voler far !.... FU. e Bel. (Un'astuzia più graziosa
Non potevasi inventar). Boni. Una lite strepitosa
A quel grugno io vo intentar. Già. Zitto, zitto, o che qualcosa
Quel briccon ci può tagliar! FIt. Che ne dite ? Bd. Che ho da far?
Giam, e Rom. Io vi direi sposate adesso
E trinchevaine andate a far. Già, eRorn, Da te consente ? (a Rem.) Bom. Io, si, signore!
FU. e Bel, Da te permesse ? {a Giani.) Già. Con tutto il core
E figli maschi in quantità. FU, e BeL E testimoni tutti siateci qua. Quando l'amore Console un core Fraile pelline Allecre star. Feste facciamo Ja, belle figlie ! Vogliam bottiglie Sempre votar. Già. e Rom, Quando Tamore ecc. ecc. FiL e BeL (Oh! che sciocchi! che gran matti!
Si son fatti corbellar !) Già. e Bom. (Fatto è il colpo presto andiamo. Vinto abbiamo in verità).
Fine della Parte Prima.
SECONDA PARTE
Una terrazza vagamente illuminata da cui si scorge Ivonid a lume di luna.
In fondo istrumenti musicali fra i quali un violoncello.
SCENA PRIMA
Giampaolo ed il Dottore dalla destra.
Giam. Senti, Dottor, mentre aspettando stiamo Questi sposi ungheresi che alla festa Ci hanno invitati, e ormai siamo sicuri Della Bellina, accetta un mio consiglio. Non pensar piij a colei. Tu stagionato sei — ■ Odi un mottetto Che Papà mi cantava. Fra gl'istrumenti qui c'è un violoncello. Stammi a sentire che il mottetto è bello
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Le ragazze che son di vent' anni Sono piene di trappole e inganni, E se r uomo è maturo d' età Senti a me... con lo zucheie za (iìnilando il suono del violoncello) Perde il capo e trai matti sen va!
Se una bella ti fa una smorfìetta Alla larga : non darle mai retta Ghè col giovane sai che ti fa? Alle spalle beffando ti va Se sei ricco, e covrirla puoi d' oro Ti dirà vago mio, mio tesoro. Ma se un terzo di te più le da Senti a me con lo zucheie za L'uscio in faccia serrarti saprà.
L'uom maturo che vuoisi ammogliare Non si lasci dal diavol tentare : Chè se giovine sposa torrà. Senti a me... collo Zuchete zà Ei del cervo il destino s' avrà.
SCENA li.
Suonatori che occupano il fondo della scena. Filandro e Bellina ancora in abiti ungheresi a braccetto. Indi tutti come verranno indicati.
i?om. Signori e padroni (a FU. e Bel.)
Con vostra licenza
Vi fa riverenza
S' inchina il dottor Leo. Oh! quanto mi è cara {a FiL e Bel.)
La vostra presenza
Dov'è sua Eccellenza
Il mio protettor ? Giani. Amor vi fecondi
Mia bella signora
E un ussaro all' ora
Possiate figliar. FiL e Bel, Ja, ja brave gente
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Con vostre persone
La nostra unione
Volute onorar! j^Vò'. Entrambi vi possa
Amor consolar ! Tulli Con giubilo e festa
Su lieti cantiamo
E tutti in tempesta
Vogliamo ballar ! Boni, Signori, adagio un poco
Si balla a tempo e loco
Per ora i prigionieri
Ci avete a consegnar! Giam, Mi par che sia giustizia :
Ogni promessa è debito :
Filandro con Bellina
Ci avete a consegnar BeL Bellina, io son, vedete!
(scotrcndosì) FU, Filandro, io son, guardate
(idem)
A, 2, Vogliate o non vogliate
Noi sposi siamo già {ìlom. e Già, rimangono come fulminali) Bom» Ah! Filandro scellerato!
Giam, Ah! sposina maledetta
Bom, Presto^ presto una staffetta
Che fuggir di qui men vo Giam, Via, Bellina e sposa a quello:
Più non vale il testamento
Straccia, straccia l' istrumento
Tutta è sua 1' eredità. Su per fare maggior festa
Spedalier, sposati questa
{indica Leo) E poniam tutto in silenzio Per non far di noi parlar!...
Bom. Che ho da far? tu dici bene !
Che se in chiaro il fatto viene Tutta Roma riderà
Tulli Or di giubilo conviene
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Far la villa risuonar Bel. Un ballo russo olà suonate ;
(ai suonatori) Che con Filandro io ballerò Giam. Un ballo russo incominciate
E voi movetemi — ballate — allons! (/ Suonatori eseguono una danza russa. Bel, e FU, haJiano) FU, Cara! {durante la danza)
Bel, Carino !
FU Bella !
Bel. Bellino !
FU. Ah! eh' io già spiro!
Bel, Ah ! eh' io deliro !
A 2, Ah! più resistere
No, non si può Cìiam, Su largo fatemi,
E tu riposati {a FU,) Ch' io con tua moglie Voglio ballar. {La danza è ripresa da Bel, e Giani,)
Bel. Caro !
GiaìH, Vezzosa !
Bel, Bello!
Giam, Pastosa !
Bel. Io smanio... oh! Dio 1
Giam, Lasso son io !
Tutti. Evviva !... bravi In verità.
Pien di gioja e di contento Sento in cor balzarmi in petto, E per segno di diletto
Presto andiamo a giubilar !
F I N E.
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PREZZO CENT. 50.